FEDERALISMO FISCALE

Relazione Assessore al Bilancio Grassi Serafino

  Nel corso della seduta odierna del Consiglio Comunale (18 Dicembre2008), chiamato ad approvare il bilancio di previsione 200

Nel corso della seduta odierna del Consiglio Comunale (18 Dicembre 2008), chiamato ad approvare il bilancio  di previsione 2009 e pluriennale 2009 – 2011, oltre a presentare i contenuti della relazione previsionale e programmatica, già anticipati nella seduta del 2 dicembre, è opportuno, direi doveroso affrontare il tema che, da alcuni mesi, tiene banco nella politica nazionale e nei dibattiti assembleari degli enti locali: il federalismo fiscale.

 

Non fosse altro per quanto affermato, all’indomani (il 3 ottobre) dell’approvazione del disegno di legge delega sul federalismo dal Ministro dell’Economia Tremonti “Sarà nel bilancio dei Comuni che ognuno potrà leggere come è amministrato”, piuttosto che per le obiettive difficoltà che stanno incontrando i Comuni a chiudere i bilanci, il tema è quanto mai d’estrema attualità e rappresenta una priorità per l’intero sistema paese.  

 

Da una recente indagine dedicata alle riforme istituzionali è emerso che il 60,8% degli intervistati, a livello nazionale ritiene il federalismo fiscale una riforma in grado di consentire una maggiore efficienza e trasparenza del prelievo fiscale e minori sprechi a livello regionale o locale.

 

Appare evidente che senza federalismo fiscale lo Stato non si ridimensiona  e  tende ad espandere le proprie prerogative e di conseguenza i propri centri di spesa mentre le regioni e gli enti locali non si responsabilizzano nell’esercizio delle nuove competenze ricevute con la Legge Bassanini (1997-1998) prima e con la riforma costituzionale di cui alla Legge n. 3 del 18 ottobre 2001 poi.

 

Proprio a seguito di questa riforma e di quanto sancito negli articoli 114 e 119 della Costituzione, il tema del federalismo è rimasto e rimane una pagina bianca, non scritta, non tradotta in provvedimenti capaci di dare attuazione alla previsione costituzionale.

 

Anche il forte richiamo della Corte Costituzionale, con sentenza n. 370 del 23 dicembre 2003 “è evidente che l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione  sia urgente al fine di concretizzare davvero quanto previsto nel nuovo Titolo V della Costituzione, poiché altrimenti si verrebbe a contraddire il diverso riparto di competenze configurato dalle nuove disposizioni” risulta ancora disatteso.

 

Sono e, penso siamo convinti assertori del federalismo fiscale, di un forma federale dello Stato che permetta di mantenere sul territorio le risorse che ivi si producono, per poterle investire e destinare alla crescita e allo sviluppo delle nostre comunità, in base ad una sana e corretta gestione delle finanze pubbliche e di responsabilità politica ed amministrativa.

 

Illuminanti e attuali sono i pensieri del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi, riportati nel libro “Lo scrittoio del Presidente” (1948-1955): «Sia che si conservi la provincia; sia che invece la si abolisca, perché ente artificioso, antistorico ed anti-economico e la si costituisca da una parte con il distretto o collegio o vicinanza, unità più piccola, raggruppata attorno alla cittadina, al grosso borgo di mercato, dove convengono naturalmente per i loro interessi ed affari gli abitanti dei comuni dei dintorni, e dall'altra con la grande regione storica: Piemonte, Liguria, Lombardia, ecc. ;  sempre, alla pari del comune, il collegio e la regione dovranno amministrarsi da sé, formarsi i propri governanti elettivi, liberi  di gestire le faccende proprie del comune, del collegio e della provincia, liberi di scegliere i propri funzionari e dipendenti, nel modo e con le garanzie che essi medesimi, legislatori sovrani nel loro campo, vorranno stabilire».

 

Sarà fondamentale che la riforma in discussione al Parlamento, consenta nel prossimo futuro agli amministratori locali di poter svolgere compiutamente (disponibilità di adeguate risorse) la loro funzione, sulla base di riconosciuti principi di autonomia, certezza e chiarezza di competenze e responsabilità.

 

  



 

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