CARLA BADIALI ... DIPINGERE LA GEOMETRIA

NEWS e COMUNICAZIONI

Nel centenario della nascita


CARLA BADIALI (1907-1992)

Novedrate, Municipio, Salone polivalente 4 - 25 novembre 2007

 

Inaugurazione: sabato 3 novembre, ore 17.00

 

Orari: feriali 15.30-19; domenica 10-13 / 15.30-19; chiuso lunedì - Ingresso libero

 

Ricorre quest’anno il centenario della nascita di Carla Badiali, una delle figure di primo piano dell’astrattismo storico italiano e il suo Comune di nascita, Novedrate (CO) intende ricordare l’avvenimento con un’importante rassegna antologica che sarà allestita nel Salone polivalente del Municipio.

 

Per inquadrare l’opera di quest’artista è opportuno ricordare che a partire dagli anni Trenta in Italia prende vigore una ricerca artistica che afferma il valore di forma e colore indipendentemente dai riferimenti immediati al mondo reale. Ciò conduce ad uno sviluppo dell’arte in direzione astratto-geometrica (già ben radicata in Europa e a Parigi in particolare) che si manifesta quasi contemporaneamente in due luoghi ben definiti, in città della Lombardia: a Como (oltre a Badiali vanno ricordati in particolare Aldo Galli, Mario Radice e Manlio Rho) e a Milano (Bogliardi, Ghiringhelli, Reggiani, Licini, Fontana, Melotti, Soldati, pittori attivi presso la Galleria del Milione).

Carla Badiali è l’unica donna tra tanti uomini; gli si affiancherà nel 1942 Carla Prina, che diventerà poi moglie di Alberto Sartoris, figura significativa per la diffusione della conoscenza degli artisti comaschi fuori dai confini provinciali.

 

Nata a Novedrate (Como) nel 1907, Carla Badiali trascorre gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza in Francia, a Sant’Etienne, dove la famiglia si trasferisce per motivi di lavoro e dove mostra un precoce interesse per la musica e la pittura. Tornata in Italia, a Como, prosegue i suoi studi presso l’Istituto Nazionale di Setificio. Nel corso degli anni Venti Carla Badiali realizza opere raffiguranti paesaggi e nature morte, che si inseriscono nel solco della tradizione, mentre a partire dal 1932 si avvicina all’astrattismo sviluppando una ricerca che sa essere originale ed autonoma rispetto agli stimoli che le giungono d’oltralpe e soprattutto rispetto alle esperienze che intanto vanno compiendo in città Manlio Rho e Mario Radice.


La sua attività primaria in questi anni (ma anche poi nei decenni successivi) si sviluppa nel campo del disegno tessile, dove svolge dapprima il ruolo di coordinatrice di uno dei laboratori già attivi e affermati in città (Castelli e Bari) e dove avvia poi un suo proprio studio di progettazione che servirà numerose e importanti aziende tessili di varie parti d’Europa, del Giappone e degli Stati Uniti.

 

La sua presenza nel mondo dell’arte è comunque particolarmente attiva: nel 1938 aderisce al gruppo “Valori Primordiali”, di cui fanno parte anche Terragni e Lingeri, e tre anni dopo sottoscrive il “Manifesto del Gruppo primordiali futuristi Sant’Elia”. Partecipa quindi ad una serie di prestigiose esposizioni tra cui ricordiamo la III Mostra del Sindacato Nazionale di Belle Arti nel Palazzo dell’Arte di Milano nel 1941, la XXIII Biennale di Venezia nel 1942, la IV Quadriennale nazionale d’arte di Roma nel 1943.

 

La produzione artistica di Carla Badiali si interrompe per tutta la durata del secondo conflitto mondiale, ma l’artista riprende ad esporre già nel 1951, anche se l’impegno maggiore si registra a partire dal 1966, quando una nuova presenza alla Biennale di Venezia nell’ambito della mostra “Aspetti del primo astrattismo italiano Milano-Como 1930-1940” rilancia l’attenzione sul suo lavoro.

 

La sua prima personale, alla Galleria Cadario di Milano (e poi nella sede romana della stessa Galleria) risale al 1967. Da allora numerose sono le mostre che ne documentano la ricerca, fra cui molte personali a Milano (Vismara Arte Contemporanea, 1969; Galleria Milano, 1978; Galleria Arte Struktura, 1984 e, dopo la morte, Nuova Galleria Carini 1992), Genova (Galleria Martini e Ronchetti, 1978), Como (Serreratti 1975, 1976, 1983), Novedrate (Puntounoarte, 1981), Torino (Saletta Rossa, 1990 e, poi, Galleria Narciso, 1995), Vigevano (Galleria il Nome, 1984) e Finale Ligure (Valente Arte Contemporanea, 1991).

Fra le mostre monografiche pubbliche, la più importante è quella tenuta presso la Pinacoteca Civica di Palazzo Volpi a Como nel 1990, dedicata alla sua produzione degli anni 1933-1943, a cura di Giovanni Anzani.

 

Nella sua ricerca, particolare rilievo ha avuto il collage, usato come strumento fondamentale per la costruzione dell’immagine da realizzare poi ad olio o ad acrilico, ma anche in funzione autonoma di opera compiuta. L’abitudine di realizzare piccoli appunti (con collage di pochi centimetri quadrati o disegni sui frammenti più diversi di carta) l’ha accompagnata fino alla fine come dimostrano i numerosi collage realizzati dopo gli ottant’anni  e rimasti nello studio a documentazione di una vena creativa non certo esaurita.

 

La mostra che il Comune di Novedrate dedica a Carla Badiali intende illustrarne il percorso creativo partendo da alcuni “appunti” giovanili di carattere figurativo, per soffermarsi poi sulla produzione storica degli anni fondamentali della sua ricerca (anni Trenta-Quaranta) e raccontare quindi l’evoluzione dei decenni successivi con opere selezionate sia fra i collage che fra i dipinti.

Saranno esposte una sessantina di opere, documentando come le varie tecniche (olio, disegno, collage, acrilico) abbiano reso molto ricco il suo alfabeto, consentendole risultati diversificati e qualificati per ciascuna modalità di lavoro.

 

La rassegna è curata da Luigi Cavadini e accompagnata da un apposito catalogo che riprodurrà tutte le opere in mostra, edito da Silvana Editoriale.

 

A suggellare il centenario della nascita, per il mese di novembre è anche prevista l’uscita in libreria, sempre da Silvana Editoriale, del Catalogo generale dell’opera di Carla Badiali, risultato di una lunga ricerca condotta negli scorsi anni da Luigi Cavadini, che permetterà di documentare in modo pressoché completo, con la presentazione di oltre 500 opere, tutta la produzione dell’artista.

 

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